lunedì 26 marzo 2012

Sballi giovanili

"... capisci mamma, l'era potente abbestia e picchiava forte nelle casse. Quella roba che se tu giri la testa di colpo, il mondo l'arriva dopo."

Vi abbiamo presentato il Perlino e il Cuba Libre.

martedì 20 marzo 2012

La precisione prima di tutto

Ho sotto gli occhi la fotocopia della carta d'identità di una tizia.
Nei connotati e contrassegni salienti alla voce statura c'è scritto "alta".
Mi meraviglio che sotto residenza non ci sia scritto "a casa sua".

giovedì 8 marzo 2012

Altro che l'iprite

Prendete tre diciassettenni e tappateli per un par d'ore in una camera a giocare a Call of Duty.
E poi aprite la porta, se avete coraggio.

(abbiate pazienza, cari F. G. e L., ma quando ci va ci vuole)

martedì 7 febbraio 2012

Mugnone's story

mugnone ghiacciato

Questo è l'aspetto artico che, più o meno da una settimana, ha il tratto del Mugnone che costeggio in bici tutte le mattine; stamattina c'era anche un cane che ci zampettava sopra tranquillamente.

Il Mugnone è un torrentello che vien giù dalle colline dietro Fiesole per buttarsi in Arno e nei secoli ha cambiato corso parecchie volte, ma non spontaneamente; all'epoca della fondazione della città si univa infatti all'Arno all'altezza di Ponte a Santa Trinita ma poi i fiorentini l'hanno deviato progressivamente verso ovest ogni volta che costruivano una nuova cerchia di mura, della quale il Mugnone costituiva via via un tratto del fossato di cinta.
A forza di spostamenti, il Mugnone è arrivato a confluire in Arno alla fine del parco delle Cascine, e qui avvenne il fatto forse più particolare di tutta la sua storia.

All'epoca di Firenze capitale successe infatti che un giovane principe indiano, di passaggio in città mentre ritornava in patria dall'Inghilterra, si ammalò e morì. Secondo la religione indù il corpo doveva essere cremato e le ceneri sparse alla confluenza di due fiumi, ma siccome Firenze disponeva di un solo fiume, il Mugnone venne promosso di grado per l'occasione e fu possibile celebrare la cerimonia, alla presenza di parecchi curiosi attirati dalla stranezza dell'evento. Da allora il luogo della cremazione, dove fu costruito un monumento col busto del principe sotto una sorta di baldacchino, è conosciuto come "l'Indiano", nome che è stato poi dato anche al ponte che ci passa praticamente sopra.

Sull'esotica cerimonia Renato Fucini scrisse questo divertente sonetto in vernacolo pisano (per chi necessitasse dei sottotitoli, basta chiedere):


La bruciatura der Principe indiano.

                 Eliseo
Bruciato? Alle 'Ascine?... agnamo, Neri !
Te farai la burletta.

                  Neri
                             Dio davvero.
C...o! 'un ci fussi stato!

                 Eliseo
                                    Propio c'eri ?

                  Neri
E dàlli, Dio de' Dei! t'ho detto c'ero.

                 Eliseo

Ma a Firenze, o che 'un c'è calubrinieri?

                  Neri
Madonna!...

                 Eliseo
                    E lo brucionno?

                  Neri
                                             Tutto 'ntero.

                 Eliseo
Ma che 'un ne seppe nulla 'r Canceglieri?...
O ' Deputati 'un l'avisonno 'r Crero?

                  Neri
Tutti zitti!...

                 Eliseo
                    O la santa Religione?

                  Neri
Eran Chinesi, gente der Catai...

                 Eliseo
Hann' a anda' 'n de' su' posti a fa' 'r padrone.

Qui l'omo mòlto 'un s'è bruciato mai,
Nemmen' a' tempi della 'Nquisizione...
E 'un si vòr più la piena?... Lo vedrai!

mercoledì 18 gennaio 2012

Fenomenologia del pedone fiorentino (vista dal sellino di una bici)

Quelli che nelle stradine strette del centro girano con un cane lungo cinquanta centimetri attaccato a un guinzaglio lungo tre metri.
Quelli che ti vedono arrivare e scendono dal marciapiede per attraversare mentre negli occhi gli si illumina il pensiero "ah, è una bici, allora si ferma lei".
Quelli che scendono dal marciapiede senza guardare perché non hanno sentito nessun rumore e quindi.
Quelli che occupano militarmente la pista ciclabile e quando gli scampanelli ti si rivoltano ("oh, piano, eh?!) oppure sfoderano l'ironia ("venga venga signora, l'è tutta sua").
Quelli che camminano per la strada essendo perennemente in fase di sorpasso di quelli sul marciapiede, perché loro hanno da fare e non possono restare incastrati fra la donnina col carrello della spesa e le macchine parcheggiate.
Quelli che attraversano la strada spippolando sul cellulare.
Quelli che in mancanza del red carpet degli Oscar va bene anche la pista ciclabile, tanto è rossa uguale.
Quelli che si salutano sulle strisce pedonali.
Quelli che in una piazza del Duomo interamente pedonalizzata passeggiano negli unici trenta metri di corsia riservata ai mezzi della Misericordia.
Quelli che nelle stradine della ZTL camminano in tre affiancati e se sono in quattro ce n'è uno che saltella in mezzo agli altri perché tutti affiancati non ci stanno.
Quelli che camminano sulla ciclabile spingendo un passeggino (in alternativa, trainando una valigia) perché oh, le ruote ce l'ha.
Quelli che...

Aggiornamento del 10/5/12:
Quelli che fanno jogging sulla pista ciclabile, ma con le cuffie dell'ipod negli orecchi, così non gli dai fastidio quando gli scampanelli.

martedì 10 gennaio 2012

Il sesso forte

Quella che segue è la trascrizione quasi fedele (solo i nomi son cambiati) di un dialogo svoltosi fra una mia amica e il suo ex marito.

Mezzanotte.
Squilla il cellulare di lei.

"Pronto"
"Laura!"
"Ciao, dimmi"
"Dove seiiii???"
"Sono a casa"
"Vieni qui, subitooo! Perché sono in una situazione drammatica!!!"
"Ma che succede?"
"Filippo (il figlio decenne che quella sera era a dormire dal babbo) ha mal di pancia!"
"O Giovanni, ma te non sei un dottore? Prova a mandarlo in bagno e vedrai che gli passa"
"Filippooo! Dice la mamma di andare in bagno! Te Laura però tieni il telefono acceso, capito? perché se lo porto al Meyer (l'ospedale pediatrico) ti chiamo e te devi venire subito!"

Poi dice che sono isteriche le donne.